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Referendum Abrogaivo
Giustizia 2022

Il 12 Giugno, dalle 07:00 alle 23:00, circa 51 mila cittadini saranno chiamati alle urne per esprimere il proprio voto su un referendum abrogativo, che ha ad oggetto il tema della giustizia.

Ma cosa prevede nello specifico il referendum?

E quali sono le conseguenze in caso di vittoria del si o del no?

Scopriamolo insieme!

Quali sono i quesiti
del referendum?

L’esclusione delle elezioni politiche per persone che sono state condannate (Legge Severino)

SCHEDA ROSSA

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Volete abrogare la legge che prevede incandidabilità, ineleggibilità e decadenza automatica per parlamentari, rappresentanti di governo, consiglieri regionali, sindaci e amministratori locali in caso di condanna?

  • chi vuole abrogare la legge deve votare SI: e quindi vuole che persone condannate per reati non colposi tornino a ricoprire o mantengano cariche politiche;

  • chi vuole mantenere in vigore la legge deve votare NO: in questo modo si conferma l’incandidabilità e decadenza per queste persone.

Il quesito mira a risolvere una questione di molti sindaci ed amministratori locali che sono stati sospesi (seguendo la legge Severino), e che poi sono risultati innocenti o assolti, con un conseguente danneggiamento della loro vita politica e privata.

Si chiede, quindi, se si vuole eliminare l’automatismo dell’incandidabilità o decadenza dal ruolo, lasciando la facoltà di decidere in merito ai giudici.

L’eliminazione o meno dell’istituto della “reiterazione del reato” (quindi il ripetersi continuo da parte di un individuo della commissione di reati) dall’insieme delle misure cautelari che consentono l’arresto della persona

SCHEDA ARANCIONE

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Volete abrogare la norma sulla “reiterazione del reato” dall’insieme delle motivazioni per cui i giudici possono decidere la custodia cautelare in carcere o i domiciliari per una persona durante le indagini (prima del processo).

  • Chi risponde SI vuole eliminare questa motivazione dalle ragioni per cui si può disporre la custodia cautelare, lasciando la custodia solo per questi motivi: pericolo di fuga, inquinamento delle prove e rischio di commettere reati di particolare gravità, con armi o altri mezzi violenti.

  • chi vota NO vuole mantenere in vigore la legge che consente l’arresto o i domiciliari anche per la motivazione del pericolo della ripetizione del reato.

Oggi infatti il giudice può adottare come misura cautelare, l’arresto o i domiciliari in alcuni casi di accusa per una persona in caso di pericolo di fuga, inquinamento delle prove e rischio di commettere reati di particolare gravità e, in caso di pericolo di reiterazione del reato.

Il quesito mira punta a limitare questa azione, anche alla luce del sovraccarico di arresti, puntando a mantenere il carcere preventivo solo per chi commette i reati più gravi, abolendo la presunzione di una reiterazione degli stessi.

La separazione delle carriere all’interno della magistratura. Quindi la questione dell’impedire o meno a magistrati (chi decide) e pubblici ministeri (chi accusa) di avere la stessa carriera, scegliendo all’inizio se si vuole lavorare come magistrato oppure come pm

SCHEDA GIALLA

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Volete abrogare la norma che oggi consente di saltellare, nel corso della propria carriera, dal ruolo di giudice a quello di pubblico ministero (accusatore) e viceversa?

  • Chi vota Si al referendum sceglie quindi di abrogare la norma, optando per l’obbligo di scelta tra essere PM o giudici all’inizio della propria carriera.

  • Chi vota NO invece non ha problemi a consentire la stessa carriera per PM e giudici

Oggi le carriere tra chi giudica (giudice) e chi accusa (PM) non sono separate, permettendo che una persona che ha lavorato per anni come PM in funzione di accusa diventi, improvvisamente, giudice con funzione giudicante.

Ciò pone a rischio i requisiti di terzietà e imparzialità dei giudici.

Le pagelle ai magistrati, cioè si chiede all’elettore se vuole che l’operato del magistrato possa essere valutato dai membri di Consiglio direttivo della Cassazione e dei consigli giudiziari, avvocati compresi

SCHEDA GRIGIA

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Volete che l’operato del magistrato possa essere valutato dai membri di Consiglio direttivo della Cassazione e anche dai membri laici consigli giudiziari come professori universitari e avvocati?

  • chi vota SI vuole abrogare la legge e consentire che i magistrati vengano valutati anche dai membri laici come avvocati e professori universitari;

  • chi vota NO vuole continuare a escludere la valutazione laica per i magistrati

I membri laici dei Consigli (avvocati, professori, ecc) sono esclusi dal dibattito e dalla votazione delle decisioni del CSM sulla competenza dei magistrati. In sostanza i giudici del Csm si giudicano tra loro, mettendo a rischio l’imparzialità.

Le nomine dei membri del Consiglio superiore della magistratura (l’organo di governo della magistratura italiana), con riguardo all’obbligo o meno di raccogliere da 25 a 50 firme per potersi candidare al Csm

SCHEDA VERDE

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Volete cancellare la norma che impone al magistrato di raccogliere da 25 a 50 firme per candidarsi al Consiglio Superiore della Magistratura?

  • Chi vota SI fa sparire l’obbligo di procurarsi delle firme,

  • chi vota NO lo vuole mantenere.

L’obiettivo è eliminare il sistema delle correnti nelle correnti nella magistratura.

© Fonte Leggioggi.it

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